Category Archive Architettura

Il Fosun Foundation di Foster e Heatherwick a Shangai

Il Fosun Foundation a Shangai è il nuovo centro culturale progettato da Norman Foster & Partner in collaborazione con lo studio di design di Thomas Heatherwick. La particolarità dell’edificio risiede principalmente nella sua facciata mobile che si adatta completamente agli eventi che avvengono all’interno, arrivando persino a mostrare il palcoscenico sul balcone.

 

Il Bund Finance Center

Il Fosun Foundation è il perno del Bund Finance Center, progettato dall’Est China Architectural Design & Research Institute, un nuovo complesso con varie destinazioni d’uso situato su una delle vie principali del centro di Shangai, il lungomare The Bund, a ridosso della città antica. Il nuovo centro finanziario copre un’area di circa 420.000 metri quadrati, comprendenti spazi all’aperto e 8 edifici polifunzionali, di altezze diverse. I bordi in granito degli edifici più bassi tendono ad assottigliarsi man mano che si elevano verso l’alto. Si crea così l’impressione che siano ben solidi alla base e leggeri in copertura. L’utilizzo seriale di vetro, acciaio, granito e bronzo crea una liaison materica che fa venire meno la differenziazione formale dei singoli edifici. Il Fosun Foundation con la sua facciata versatile risulta essere l’elemento estraneo che rompe l’equilibrio dell’intero Bund Finace center.

 

Il Fosun Foundution

Il Fosun Foundution è un edificio di quattro piani esterni di circa 4000 metri quadrati nel totale.

Al piano terra il visitatore inizia ad interagire con l’edificio attraverso un patio esterno che si fonde completamente con il pavimento in pietra dell’interno. L’ingresso si apre verso una hall e una caffetteria, circondate da spazi pubblici e punti d’informazione. Al secondo piano si trova la grande sala multifunzionale con un grande balcone. In onore dei grandi teatri tradizionali cinesi all’aperto, senza trascurare la contemporaneità dei mezzi architettonici, i progettisti hanno scelto che la facciata sia completamente movibile permettendo alla grande sala e al balcone di essere scoperti verso l’esterno, a seconda degli eventi da portare in scena. All’ultimo piano si può trovare un’ampia sala espositiva. Tra la membrana e l’edificio stesso si sviluppano dei balconi che permettano al visitatore di interagire con la membrana stessa, nella totalità del perimetro del Fosun Foundation.

Il Fosun Foundation accoglie anche quattro livelli sotterranei contenenti sale culturali, auditorium e corridoi di collegamento con gli edifici adiacenti.

 

La facciata movibile si presenta come una tenda mobile a tre strati composta da grossi tubi di bronzo. Malgrado la pesantezza degli elementi tubolari, simili per forma alle canne di bambù, il movimento della membrana alleggerisce l’intero complesso, viscerando gli ambienti interni, con i loro spazi e le loro vetrate. Quando la cortina di tubi è completamente aperta, l’elemento primario che viene scoperto è il balcone della sala principale, anch’esso in bronzo. Le pareti esterne della sala sono completamente vetrate e, a facciata aperta, il balcone sembra spingersi all’esterno con la sua imponente base bronzea, come se volesse imperativamente uscire dall’edificio.

Video: guarda qui.

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Skylodge suites: un albergo sospeso sulla valle sacra di Cuzco in Perù

La Skylodge Suites è un albergo composto da capsule trasparenti sospese sulla valle sacra di Cuzco in Perù, l’antica capitale dell’impero Inca.

Le persone per raggiungere  la Skylodge Suites hanno due possibilità, entrambe ardite: arrampicarsi per 400 mt su Via Ferrata oppure usare le ziplines, cioè teleferiche o funivie che funzionano tramite carrucole o sistemi a puleggia che, controllando l’attrito, permettono di raggiungere anche alte velocità.

    Le Skylodge Suites, completamente trasparenti e sospese verticalmente, sono situate nella parte superiore della montagna con una vista sulla valle sacra a 300 gradi.

Le capsule sono state realizzate a mano in alluminio aerospaziale e in policarbonato resistente agli agenti atmosferici. I materiali non sono stati scelti a caso. L’alluminio aerospaziale, conosciuto col nome di alluminio 7075, è una lega leggerissima, molto resistente agli urti, agli sforzi, al peso e alla torsione. E’ la lega meno soggetta a termodilatazione e quindi idonea ad essere utilizzata per ambienti esterni soggetti a sbalzi di temperatura. Invece il policarbonato, materiale riciclabile al 100%, massimizza i benefici delle risorse naturali, quali l’illuminazione e l’irraggiamento solare. Garantisce un elevato comfort abitativo interno, un ottimo riciclo dell’aria ed assenza di effetto serra.

Ogni capsula, di dimensioni di 7,30 metri di lunghezza e 2,43 metri di larghezza e altezza, è dotata di quattro letti, una zona pranzo e un bagno privato. Sei finestre e quattro condotti di ventilazione garantiscono un’atmosfera piacevole. La sicurezza è garantita avendo il portale di ingresso situato nella parte superiore della capsula.

L’illuminazione interna, oltre ad essere assicurata dalla trasparenza delle pareti, che permettono l’ingresso totale della luce solare, è rafforzata da quattro lampade interne e una luce di lettura, tutte alimentate da pannelli solari che immagazzinano energia nelle batterie. Il bagno privato, separato dalla camera da un muro isolato e posto all’interno della cupola di 1,8 metri di diametro, contiene una toilette e un lavandino ecologico a secco. Questo tipo di composting toilet non deve essere collegato alla rete fognaria, né necessita di acqua o prodotti chimici. I rifiuti solidi umani vengono trattati attraverso processi di compostaggio e disidratazione che producono un prodotto finale organico, che può essere utilizzato anche in agricoltura. Ovviamente la cupola è dotata di tende interne per la privacy. Il comfort è portato ad alti livelli anche dalla scelta dei materiali di arredo: materassi di alta qualità, tendaggi e tessuti in cotone naturale al 100% e cuscini in piuma.

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I seascrapers: i grattacieli nel mare

I Seascrapers, oppure Water scrapers, sono dei veri e propri grattacieli che si sviluppano verticalmente sotto l’acqua e che funzionano tramite un perfetto connubio tra tecnologia ed ecologia. A causa della crescita spropositata della popolazione i centri urbani si stanno congestionando e si trova la necessità di sviluppare aree vivibili in zone precedentemente ritenute inabitabili. Tenendo conto che il 70% della terra è fatto di acqua, diventa naturale pensare a come popolare in maniera puntuale i mari e gli oceani.

I Seascrapers si presentano come delle grandi città galleggianti composte di case, centri commerciali e aree ricreative. Sono in grado di autoprodurre energia attraverso le onde, il vento, la corrente, il sole. La produzione del cibo deriva dall’agricoltura, dall’acquacoltura e dalla coltivazione idroponica.

La posizione più congeniale per i Seascrapers sarà quella in cui le correnti d’altura saranno in grado di produrre energia e la loro forma permetterà, da una parte, di far penetrare la luce solare fino ai livelli inferiori e, in secondo luogo, di raccogliere ed elaborare l’acqua piovana. L’acqua dolce, eventualmente, potrebbe essere prodotta anche attraverso un impianto di desalazione posto al vertice più basso degli Seascrapers. Una serie di tubi concorrerebbero alla creazione di un sistema simile ad una barriera corallina che circonda la città pompando acqua ricca di sostanze nutritive che incoraggerebbero la crescita di Fitoplancton. Il Fitoplancton è l’insieme di organismi autotrofi presenti nel placton, in grado di sintetizzare la sostanza organica a partire dalle sostanze inorganiche disciolte, utilizzando la radiazione solare come fonte di energia. Sta alla base della catena alimentare nella grande maggioranza degli ecosistemi acquatici e produce, inoltre, la metà dell’ossigeno totale prodotto dagli organismi vegetali della terra.

IL WATER SCRAPER DI SARLY ANDRE BIN SARKUM

Il progetto dell’architetto malese Sarly Andre Bin Sarkum è una delle più importanti creazioni nell’ambito dei grattaceli acquatici. E alto all’incirca 381 m, cioè alto quanto l’Empire State Building, ma con solo due piani al di fuori dell’acqua. Il suo funzionamento è garantito da impianti che sfruttano l’energia pulita di sole, vento e onde. Sul tetto del grattacielo, al di sopra del livello dell’acqua, è presente un orto in cui vengono coltivate frutta e verdura. La stabilità dell’intero edificio dipende da delle zavorre sotto forma di tentacoli bioluminescenti che sono anche in grado di produrre energia attraverso il loro movimento subacqueo.

LA FLOATING CITY DI WILLIAM ERWIN E DAN FLETCHER

La coppia statunitense ha progettato dei villaggi verticali galleggianti composti di case, uffici e spazi ricreativi completamente autosufficienti grazie a delle turbine sottomarine alimentate dalle correnti e da un derma fotovoltaico esterno che raccoglie i raggi solari. La cavità centrale convoglia l’acqua piovana, che tramite un processo di desalazione diventerà potabile, e la luce solare ai livelli inferiori. La base galleggiante funziona da barriera corallina che sostiene la vita marina, estraendo nutrienti in profondità e rilasciandoli come cibo per i pesci.

LADY LANDFILL SKY SCRAPER DI M.VIDOJEVIC, J. PUCAVERIC E M. PIHLER

Il progetto del trio serbo è incentrato principalmente sul concetto di funzionalità ecologica. Vuole essere la risoluzione del problema dell’isola di plastica che si muove nell’oceano Pacifico, conosciuta come Great Pacific Garbage Patch. La GPGP, causata dalla corrente oceanica, si estende dalle coste del Nord America fino a quelle dell’Asia e copre più della superficie degli Stati Uniti ed è stata scoperta agli inizi degli anni ’90. La loro struttura galleggiante high-tech sarebbe in grado di aspirare i rifiuti alla base, convogliarli verso il cuore del complesso e, ovviamente riciclarli. Anche questo Seascraper contiene abitazioni e spazi pubblici ai piani inferiori e aree verdi in copertura, al di fuori dell’acqua.

LA PLASTIC FISH TOWER DI K. HONGSEOP, C. HYUNBEOM, Y. SUNHEE E Y. HYUNGSOO

Il Team sud-coreano, che ha ottenuto una menzione d’onore al concorso Skyscraper 2012, si è ispirato sempre alla catastrofe ecologica GPGP e all’idea di poter riciclare questi rifiuti. Il grattacielo ha una struttura galleggiante subacquea, sferica e cava, che aspira i rifiuti per poi trattarli e rielaborarli. Il progetto prevede un recinto di un diametro di 1km che corre intorno all’edificio principale sferico che ha l’obbiettivo di catturare la plastica che galleggia in acqua. Mentre l’anello esterno contiene spazi residenziali e spazi pubblici collegati tra di loro attraverso tunnel trasparenti subacquei.

LE PIATTAFORME RICONVERTITE DEI WATER CIRCLES

L’idea del team sud-coreano è quella di riconvertire le piattaforme petrolifere in impianti per il trattamento dell’acqua marina. Le strutture per l’estrazione di combustibili fossili verrebbero riutilizzate per il convogliamento dell’acqua di mare negli impianti di desalazione. Gli elementi sferici hanno la funzione di distillare l’acqua marina e immagazzinare l’acqua dolce da destinare ai paesi in cui scarseggia. Gli ambienti interni sono adibiti a laboratorio per la ricerca e produzione alimentare.

LA CITADEL DI KOEN OLTHUIS

L’Olanda è composta da tantissime depressioni interne che tendono a riempirsi d’acqua con la pioggia, le maree e gli inondamenti e che vengono svuotate con le idrovore. La Citadel è composta da 60 unità abitative che dovrebbe sorgere nella città olandese di Westland, nei pressi dell’Aja, in una depressione allagata. E’ stato progettata per proteggere la popolazione dalle inondazioni in un paese per gran parte situato sotto il livello del mare e consuma il 25% in meno rispetto ad un complesso residenziale sulla terraferma.

 

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Un teatro dalla riqualificazione industriale dell’Offset Printing Factory a Pechino

A Pechino, oppure Beijing in cinese, è stato creato, nel 2014, un teatro dalla riqualificazione di un’area industriale dell’Offset Printing Factory, nel centro della capitale.

La riqualificazione industriale è stata curata dallo studio Origin Architect, nato nel 2010 per mano del giovane architetto Li Ji. Sensibile ai continui cambiamenti del mondo col passare del tempo, Li Ji progetta analizzando accuratamente il luogo in cui agisce, in nome di una coesione armoniosa tra uomo e natura. Lo scopo è quello di realizzare spazi ed edifici che possano integrare la globalizzazione e la cultura locale, lo spazio indoor e il suo contesto, la città con la natura e, infine, la storia di un popolo col suo futuro.

IL CONTESTO

Il complesso industriale, chiamato Offset Printing Factory, è composto da 3 edifici costruiti rispettivamente in periodi diversi: 1960, 1970 e 1990. Ogni involucro, senza peculiarità architettoniche specifiche, interagisce con l’altro senza un criterio logico, né dal punto di vista estetico, né funzionale. La crescita industriale ha portato alla costruzione di questi edifici, necessari sul piano organico, ma che hanno fortemente congestionato il quartiere. Il complesso è diventato un incastro di volumi che non hanno nessuna relazione né tra di loro né col contesto e le aggiunte successive hanno solamente ingigantito ancora di più il disordine esistente. L’unica caratteristica che sembrano avere in comune è l’altezza dei piani. La successiva crisi industriale ha portato alla chiusura di tutti gli edifici, uno alla volta.

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

Il team Origin Architect ha riqualificato l’area preservando il suo carattere di sovrapposizione volumetrica e la natura industriale del luogo, cercando però di rendere più fruibili e aperti sia gli ambienti che i percorsi.

Il progetto è partito con la demolizione di tutti quegli elementi che congestionavano l’area. Sono stati eliminati i corpi costruiti abusivamente, il parcheggio che chiudeva l’ingresso all’area e tutti i volumi di collegamento con gli edifici principali. Lo scopo era quello di far respirare gli ambienti principali creando i classici “Hutong”, propri dell’assetto urbanistico della città di Pechino. Gli “Hutong”, pozzi in italiano, non sono altro che viuzze e vicoli molto articolati formati dalle linee Siheyuan, complessi di case che si sviluppano intorno ad un cortile. Il nuovo progetto, basandosi sulla natura urbana della Pechino storica, ripresenta, quindi, con una logica contemporanea, questa conformazione classica di edifici principali collegati da cortili e spazi servienti, sia a terra che sospesi. Questi passaggi, in acciaio, consentono di raggiungere sia gli ambienti interni sia le coperture: i tetti inattivi sono stati adibiti a giardini pensili e verande. Il nuovo complesso, in questa maniera, può essere vissuto a 360°, da terra all’ultimo piano, passando per scenari con peculiarità e funzioni completamente diverse.

Esteticamente gli Origin Architect hanno disposto tutta una serie di azioni di restauro volte a ridare la luce agli elementi originari del complesso di partenza. Sono state rimosse decorazioni e modanature postume, eliminate le sovrapposizioni di pittura per far risorgere i vecchi muri di mattoni e trattati tutti gli elementi in acciaio. Lo scopo era quello di ridare importanza ai vecchi volumi dell’Offset Printing Factory costringendoli ad interagire con tutti gli involucri moderni, realizzati con linee essenziali e senza fronzoli.

 

Al centro di questa nuova scenografia si innesta, al di sopra delle ceneri di un vecchio edificio fatiscente, un nuovo teatro. Il nuovo edificio pubblico, anch’esso caratterizzato da linee essenziali, è stato concepito come se fosse un capannone industriale: struttura portante in acciaio e pareti rivestite di Corten. Le peculiarità del teatro sono la centralità in pianta, il forte connotato industriale e l’accesso costituito da un’intera parete che di sera si illumina e si alza a ventaglio rendendo lo spazio interno illimitato verso l’esterno. In questo modo l’ambiente indoor fortemente specifico si espande verso il cortile e diventa di dominio pubblico interagendo completamente con i visitatori e il luogo in cui è inserito. Il divario tra attori e pubblico e la separazione tra recitazione e vita reale vengono completamente annullati.

Gli Origin Architect sono riusciti a cambiare le modalità di approccio dei visitatori nei confronti del nuovo complesso architettonico. Gli spazi servienti sono diventati luogo d’incontro, gli ambienti indoor vengono vissuti come ambienti di passaggio e i tetti-terrazzi, vissuti come spazi indoor, sono diventati il traguardo finale del percorso della nuova Offset Printing Factory.

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Un ponte sospeso a Città del Capo

A Città del Capo, in Africa, è possibile fare una lunga passeggiata sopra gli alberi, camminando su un ponte sospeso che sovrasta la parte alta dei giardini botanici di Kirstenbosch.

Il nome di questo ponte sospeso è Centenary Tree Canopy Walkaway, ma viene anche soprannominato dalla gente del posto, per la sua conformazione sinuosa, “Boomslang”, particolare specie di serpente velenoso. L’opera è nata dalla collaborazione tra il team dell’architetto Mark Thomas e il gruppo di consulenza ingegneristica di Henry Fagan. Per una lunghezza di 130 m è possibile ammirare, fino a 12 m di altezza, tutta la fauna e la flora che caratterizza il giardino botanico di Città del Capo, tra il Table Mountain e l’interland del capoluogo sudafricano.

L’accesso è subordinato al pagamento dell’ingresso al giardino botanico. Chi è sulla sedia a rotelle può percorrere la passerella interamente ma avrà bisogno di assistenza per raggiungerla perché lontana dal giardino e posizionata su un pendio.

LA STRUTTURA DEL BOOMSLANG

La struttura del ponte sospeso è di legno e di acciaio zincato e la sua forma richiama alla mente la struttura ossea di un serpente. Alte colonnine in cemento, immerse nel verde, sorreggono interamente la passerella aerea. Un corrimano in elementi lignei sagomati corona e accentua l’intera struttura tortuosa.

Tre sono gli elementi che danno vita all’anatomia del ponte sospeso: camminamento in doghe di pino, struttura tubolare in acciaio con nervature saldate e rete a maglia quadrata. La sensazione che il ponte assomigli ad un serpente, che si muove tra gli alberi, è garantita dalla rete che abbraccia il camminamento e la struttura tubolare: ogni suo componente è ben visibile anche se l’intero percorso si mimetizza pienamente nel contesto.

Lungo il camminamento si possono trovare delle semplici panchine in legno, sulle quali fermarsi a riposare, e alcuni punti panoramici in cui la struttura si allarga. L’ingresso al ponte sospeso è nascosto in mezzo agli alberi: il percorso parte a terra all’ombra, al di sotto delle chiome della fauna del giardino botanico. In seguito, la passerella, sempre serpeggiando in mezzo agli alberi, si alza e esce dall’ombra, affacciandosi sul parco e sulla città. Quindi il ponte sospeso sfrutta totalmente l’andamento del terreno in pendenza, toccandolo solo in un paio di punti, e preserva completamente la posizione degli arbusti: alcuni tronchi si innestano nella struttura del percorso nei punti dove non è stato possibile deviarla.

Foto di Adam Harower

 

 

 

 

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Everblock: il mattone a forma di lego

Everblock è un sistema modulare composto da “mattoni” sovradimensionati di plastica che permette la creazione di ogni tipo di struttura indoor.  Ogni mattone ha la forma di un Lego gigante: basta impilare i moduli e creare l’oggetto desiderato.

I MODULI LEGO DEL SISTEMA EVERBLOCK

La versatilità del sistema Everblock non è data solo dalla possibilità di usufruire di moduli di diversa forma per creare un oggetto, ma anche dalla facilità con la quale si impilano i mattoni. Il procedimento è semplice, quasi banale per tutti: incastriamo i pezzi come facevamo coi Lego, da bambini. Con la differenza che con Everblock riusciamo a costruire tutto a dimensione reale e, se vogliamo, pure colorato! Gli Everblock si possono avere, infatti, in 15 colori diversi con l’aggiunta del blocco trasparente. Si può scegliere tra 4 blocchi di dimensioni diverse, con l’aggiunta di pezzi particolari come l’architrave in metallo, le mensole e le coperture. La parte superiore, con struttura a nido, presenta i connettori necessari all’incastro. Ogni blocco è cavo internamente e contiene solo le nervature necessarie a migliorare sia la resistenza strutturale sia l’aderenza con il blocco sovrastante. In aggiunta Everblock, derivante da polipropilene copolimero e inibitori UV, è completamente riciclabile. Ha una velocità di combustione lenta ed è un “UL94HB”, codice per materiale che non divampa in presenza di fuoco.

Everblock può essere utilizzato per creare pareti divisorie, con o senza aperture, padiglioni o tantissimi oggetti di arredo, dalle sedute alle scrivanie e ai letti. Ogni blocco è dotato di fori in cui è possibile sia far passare i cavi da collegare al sistema elettrico sia incastrare supporti verticali per migliorare la stabilità della struttura. Scontato: i blocchi devono essere impilati con le giunzioni verticali non allineate, come una parete di mattoni.  Lo smontaggio avviene attraverso la rimozione di ogni singolo blocco, dal basso verso l’alto, eventualmente con l’ausilio di un cacciavite a punta piatta.

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Tutorial ITA

Vi lascio una lista di Tutorial, in italiano, utili per architetti e grafici. Alcuni tutorial sono di introduzione al programma, altri mostrano alcune procedure particolari e utili.

Sul web ce ne sono molti, soprattutto su youtube, ma io vi segnalo quelli che ritengo più chiari e diretti! Molto utili sono anche i forum che si trovano in rete.

Ogni link è collegato ad un tutorial particolare o ad una serie di lezioni da scegliere.

INDESIGN

  1. http://www.jbdesign.it/tutorials/indesign_italiano.html
  2. http://digitalpublishingnews.it/2015/01/indesign-tutorial-top-36-le-migliori-guide-per-impaginare-con-indesign/.html
  3. http://digitalpublishingnews.it/articoli
  4. https://www.youtube.com/watch?v=HvgG8heXd-I&list=PLGEC14lOJA0HvV_-mVyJ0M60ZyiCewRAm

PHOTOSHOP

  1.  http://guidaperphotoshop.com/come-usare-photoshop/interfaccia/
  2. http://guidaperphotoshop.com/come-usare-photoshop/gli-strumenti/
  3. http://guidaperphotoshop.com/tutorial-photoshop/
  4. http://shadowtutorials.altervista.org/migliori-tutorials-su-photoshop.html
  5. https://www.youtube.com/watch?v=TERe2CmAFWI 
  6. https://www.youtube.com/channel/UCIhJ6A5wA7WzTFRgNo1wMzg
  7. https://www.youtube.com/playlist?list=PLE542D8A4835BFD20
  8. https://www.youtube.com/playlist?list=PLKUJLs5ffOTvz9fdKdPaefBJEaC4zJx1W

ILLUSTRATOR

  1. http://www.vectorfly.it/category/tutorials/primo-utilizzo/
  2. http://www.vectorfly.it/category/tutorials/medio/
  3. http://www.vectorfly.it/category/tutorials/base/
  4. http://help.adobe.com/it_IT/Illustrator/14.0/
  5. https://www.youtube.com/watch?v=ytZ78MlUb7I&list=PLGEC14lOJA0EmjCzSj5IEWwDihPDDyfcE
  6. https://www.youtube.com/watch?v=hv1GsULrH3s&list=PLGEC14lOJA0HSNN6XZeRKo7xEzdBIIGNw (livello medio & avanzato)
  7. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMxJqzhSuolIbckLvPWSY5Na

CINEMA 4D

  1. http://angeloferretti.blogspot.it/p/guida-cinema4d-e-vray.html
  2. http://www.simonemanna.it/
  3. https://www.youtube.com/channel/UCGtL9H1vLLpA-css8eSKH-w
  4. https://www.youtube.com/channel/UCZsgG3gBHRw19mU2GUwq8TQ
  5. https://www.youtube.com/watch?v=RDblwOGwNPk&index=1&list=PLkbaDUXcSg7SsJHvJ9gh28LGfLQ-fDDyA
  6. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMyvUYozMtwVsugGzP4zNkX7
  7. http://www.c4dzone.com/it/download/tutorial-1/

3D STUDIO MAX

  1. https://www.youtube.com/playlist?list=PLKUJLs5ffOTueR_NY6nbx-_uov0hmlMxT
  2. https://www.treddi.com/forum/forum/143-3ds-max/
  3. http://www.html.it/guide/3d-studio-max-guida-alla-modellazione/
  4. https://www.youtube.com/playlist?list=PLNeiTbPRqBDLl6-7JIr00wCqIzHLmyx1f
  5. https://www.youtube.com/playlist?list=PLuObSuzq8Fn0qsjmIx_fAMBeskOtSx6S0

RHINOCEROS

  1. https://www.youtube.com/playlist?list=PLKUJLs5ffOTtIlolzlD7nvT-GlSdD-QAa
  2. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMwp29YO8Mg3gnYHbmVUJMlz
  3. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMzLCEAXfHsFX9b02cUVmFFU

AUTOCAD

  1. https://autocad.forumer.it/video
  2. https://www.youtube.com/playlist?list=PLKUJLs5ffOTu3ZqqE0od3-8H-wYzqgqu7
  3. https://www.youtube.com/channel/UC8iqu46i0WjsT4dh0eoUGwg
  4. https://www.youtube.com/playlist?list=PLKUJLs5ffOTt1ku9zpmuHVK-Ly02-Zr0N (3D)
  5. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMxbuc36r1irtQ7usv9DbOaw
  6. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMwl-WjrS_bn76S_zRV1h3J0 (3D)
  7. https://www.treddi.com/forum/forum/150-autocad-e-programmi-cad/

REVIT

  1. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMxX8b5D9KwIYTY-QjnkpcnJ
  2. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMyLWYoDXIjirV_jArP4wH1c
  3. https://www.youtube.com/playlist?list=PLTZhWSINdiMy-e37xs7LpzEeL6oFhDA73 (revit+3D studio)

SKETCH UP

  1. https://www.treddi.com/forum/forum/149-sketchup/
  2. http://sketchupitalia.it/formazione/video-tutorials
  3. https://www.youtube.com/watch?v=r_uLrIK6mWQ&index=1&list=PLB474B0501CA6E0DC

PREMIERE

  1. http://silviaemarco.altervista.org/temp/Adobe%20Premiere%20Pro%207.0%20Manuale%20Italiano.pdf
  2. https://www.youtube.com/watch?v=UbbHRzd-txc&list=PL7oE_BnkXN1PKJMdTlMbxnOtX2cllfenJ
  3. https://www.youtube.com/watch?v=1aqUtLq_KO4&list=PLUTB7C0sYd0wSheuIf-RMXRDwxJqZ-V9N&index=3

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Gli animali di Florentijn Hofman

Tramite i telegiornali, abbiamo visto le opere di Florentijn Hofman sparse per il mondo, ma in pochi ricordano il suo nome. La sua opera di Land Art è unica al mondo. Invasiva e simpatica. Grande. Tanto grande da richiamare l’attenzione di tutti come una provocazione. Un omaggio alla vita senza sprechi e alla non commercializzazione dell’arte. Un omaggio ad andare avanti, oltre i propri limiti, ricordando le gioie dell’infanzia. Un pretesto per vivere un luogo e per conoscerne la sua storia.

Florentijn Hofman è un artista scultore di 39 anni, nato e cresciuto in Olanda. Ha iniziato a studiare arte all’accademia di Kampen per poi terminare i suoi studi a Berlino.

Florentijn non è un personaggio famoso e di lui si hanno pochissime informazioni. E’ lui stesso a decidere come e quando mostrare le sue opere: salvo casi rarissimi, non accetta mai nessun tipo di commissione che potrebbe garantirgli non solo introiti maggiori ma anche un certo riscontro pubblicitario. E’ un uomo di principio che, come molti suoi colleghi, promuove l’arte come mezzo per comunicare e suscitare emozioni, senza considerarla una macchina genera-soldi: la privatizzazione per Florentijn è solo una maniera offensiva di utilizzare l’istinto artistico per generare denaro.

“Lavoro soltanto alle opere in cui credo veramente”

Si appropria, oppure come lui stesso dice “rapisce”, grandi spazi pubblici occupandoli con le sue opere imponenti, che fanno sorridere. Perché il luogo pubblico è indistintamente di tutti. Le sue creazioni sono sempre frutto della collaborazione tra gli enti amministratori, a cui deve chiedere il consenso per l’occupazione del suolo pubblico, e a ditte locali che hanno il compito di realizzarle. Tutto ciò che crea è temporaneo per evitare che cada in mano ad eventuali investitori. E soprattutto le sue opere sono spontanee: nessuna pubblicità, nessun avviso a monte.

Così, a sorpresa, è capitato che, nel 2014 durante il Totally Thames, chi passasse lungo le rive del Tamigi a Londra, vedesse sguazzare nel fiume un ippopotamo lungo 21 metri dagli occhioni aperti e dalle orecchie rosa fucsia.

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La bestiola, fatta di listelli di legno inchiodati su una struttura anch’essa di legno, viene trasportata da due catamarani a partire dal quartiere di Greenwich fino al nuovo quartiere Nine Elms, a ridosso del Battersea Park, per tutta la durata del festival culturale. La scelta del materiale non è stata fatta a caso: il legno è sempre stato il materiale primario che ha caratterizzato l’architettura londinese fino alla prima rivoluzione industriale avvenuta alla fine del XVIII° secolo. L’ippopotamo, omaggio all’animale che in tempi lontani si dice abbia popolato l’intera città, vuole essere seguito col sorriso e la curiosità di chi vuole scoprire i luoghi dove si svolgevano gli eventi del Totally Thames.

La prima opera di Florentijn è stato un oritteropo rosso lungo 30 metri che ha regalato allo zoo Bergers, ad Arnhem in Olanda, per l’anniversario dei 100 anni della città.

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L’animale, le cui fattezze richiamano un esemplare di animale notturno indigeno africano, ha una struttura metallica rivestita di calcestruzzo. A causa della sua mole, l’installazione è arrivata sul sito a pezzi e montata in loco.

Nel 2010, a San Paolo in Brasile, aiutato da alcuni studenti del luogo ha realizzato una gigantesca scimmia, nativa del posto, che si riposa scomposta in un parco della città.

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L’animale è stato realizzato assemblando insieme più di 10000 paia di infradito di plastica su una base gonfiabile. La scelta del rivestimento è ovviamente un omaggio alla cultura “ da spiaggia” di San paolo, con l’aggiunta di un certo spirito critico nei confronti dell’abuso di plastica.

Nel 2011 ha realizzato un grosso coniglio giallo poi posizionato nella piazza centrale di Orebro, in Svezia. Come se fosse caduto dal cielo, il coniglio alto 13 metri, vuole far riflettere sul concetto di spazio pubblico e sulla prospettiva di osservazione delle cose. Florentijn Hofman ingigantisce tutto facendo sentire l’uomo piccolo ma senza spaventarlo: anche questa sua creazione è adorabile e vuole suscitare l’istinto infantile in chi la guarda. Vuole da una parte far prendere sul serio il concetto di spazio pubblico che dovrebbe essere messo a disposizione di tutti, dall’altra vorrebbe che le persone capissero che la serialità e la seriosità della vita quotidiana va, ogni tanto, vissuta con gli occhi di un bambino.

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Il coniglio è stato realizzato volontariamente da 25 artisti del luogo, con legno locale, calcestruzzo e metallo. Lo scultore vuole sempre che le sue opere siano fatte da operai dei luoghi dove risiederanno le sue installazioni, in modo tale che questi possano prendere conoscenza dell’opera, a partire dalla sua costruzione.

Nel 2012, Ad Angers, in Francia, posiziona due lumaconi che, silenziosi, salgono lungo la scarpata che conduce alla chiesa cattolica della città.

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Lenti e tristi, i lumaconi, occupano quasi completamente la strada e si dirigono verso il luogo sacro, come se dovessero andare incontro al loro triste destino. Gli animali gonfiabili e rivestiti di reti con attaccate buste di plastica, simboleggiano la società odierna attaccata al denaro e che, a causa del troppo spreco, si esaurirà in maniera lenta e sofferente, senza però saperlo.

Nel 2013, per diffondere la consapevolezza dei danni fatti dai roditori alle dighe, ha creato un grosso topo peloso dormiente nella campagna di Nieuwerkerk, in Olanda.

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Il simpatico roditore è completamente sostenibile. E’ fatto di legno ricoperto di paglia e la sua fattezza si adatta completamente al luogo in cui risiede.

Nel 2014 a Dyuan, durante il Lands Arts Festival di Taipei, a Taiwan, Florentijn Hofman ha posizionato, a ridosso di un bunker militare erboso, un enorme coniglio bianco che guarda il cielo. Anzi, che guarda la luna, il luogo da cui proviene.

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L’opera ha una struttura lignea sulla quale sono stati sovrapposti fogli di tyvek e schiuma per aumentare l’effetto fluffy del gigantesco pupazzo che, tutto rilassato, vuole invogliare le persone a fantasticare e a immaginare: due azioni che, nella vita quotidiana e con la crescita, spesso vengono annullate.

L’opera più famosa di Florentijn Hofman è però è la Rubber Duck che ha girato praticamente mezzo mondo, a partire dal 2007. Dai paesi bassi è stata portata in Giappone, poi in Australia, in Brasile, in Cina, in Corea per poi arrivare in America nel 2013.

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La paperella, grande 16,5×20×32 metri, è gonfiabile e composta da più di 200 pezzi di pvc che sono stati assemblati manualmente. Posteriormente è stata prevista un’apertura per consentire la manutenzione dell’installazione che contiene anche un’elica elettrica per mantenere l’aria in circolo, corde per il suo sostegno e un cavo impermeabile di ricezione a distanza dell’energia elettrica.

L’ultima sua opera dello stesso genere è un pesce galleggiante rosa, creata per l’esposizione di arte contemporanea e internazionale a Wuzhen, in Cina.

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Il pesce si trova nelle acqua del lago davanti al teatro della città ed è rivestito di skimboards che vanno dall’arancio a varie sfumature di rosa.

C’è da dire che la papera è l’unica che sia riuscita a viaggiare senza passaporto, superando tutte le dogane! Ed è anche l’opera di Florentijn Hofman che, per la sua maestosità, è rimasta maggiormente nei cuori di chi ha avuto la fortuna di vederla.

 

 

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Modelli 3D e Textures da scaricare

Questi sono due elenchi di siti, secondo me molto completi, da cui scaricare, gratuitamente, modelli 3D e textures.

MODELLI 3D:

  1. http://archive3d.net/
  2. https://3dwarehouse.sketchup.com/?hl=it
  3. http://www.3dmodelfree.com/
  4. http://www.3dm3.com/
  5. http://www.3dxtras.com/
  6. http://www.free3dmodelz.com/
  7. http://www.top3dmodels.com/
  8. http://3dbar.net/
  9. http://cg-india.com/
  10. http://artist-3d.com/

TEXTURES:

C’è chi, semplicemente, trova le sue textures usando la stringa di ricerca di google, nella sezione immagini.

  1. http://www.textures.com/
  2. http://www.3dtexture.eu/L_italiano/
  3. http://texturelib.com/
  4. http://www.lughertexture.com/
  5. http://www.textureking.com/
  6. http://texturez.com/
  7. http://www.imageafter.com/
  8. https://flyingarchitecture.com/materials/
  9. https://freestocktextures.com/
  10. http://www.texturemate.com/
  11. http://www.mayang.com/textures/
  12. http://www.wildtextures.com/
  13. http://www.promotingpassion.com/free-textures/

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Emirati Arabi: l’orma ecologica pro-capite migliore al mondo

Il Global Footprint Report ha designato gli Emirati Arabi come il paese con l’orma ecologica pro-capite migliore al mondo: l’iniziativa “Al Basma Al Beeiyah” è un’associazione tra il Ministero dell’ambiente e dell’acqua, l’Agenzia delle acque di Abu Dhabi, l’Autorità degli Emirati per la normalizzazione e la metrologia, la Società di tutela della fauna selvatica degli Emirati e del mondo e la rete Global Footprint con lo scopo di garantire un futuro più sostenibile, analizzando e misurando l’impatto del modo di vivere sulla Terra. Il programma parte dal presupposto che si sprecano troppe quantità di acqua, energia e merci e che se tutti dovessero vivere e “sprecare” nello stesso modo, sarebbero necessari 4,5 pianeti a sostenere l’uomo. L’orma ecologica è, quindi, quell’entità che stabilisce i parametri del rapporto tra consumo umano e risorse terrestri: definisce le esigenze di un popolo in funzione delle risorse del suo territorio e gli strumenti necessari per fare in modo che tali risorse si rinnovino di continuo.

PERCHE’ GLI EMIRATI ARABI?

Gli UAE (United Arab Emirates) hanno conosciuto uno sviluppo sorprendente che, da una parte, ha aumentato la qualità della vita ma, dall’atra, ha provocato un consumo eccessivo di risorse naturali e energetiche. La sua ricchezza di idrocarburi gli ha anche permesso di consumare risorse all’esterno dei suoi confini, aumentando i danni sull’ambiente e sull’ecosistema. Ad oggi si è reso necessario un intervento serio per ridurre drasticamente le conseguenze di tale sviluppo economico.

L’iniziativa, inizialmente, promuove la consapevolezza e l’utilità di un consumo sostenibile fornendo a tutti materiali didattici e video, sviluppati dall’AED (Emirati Dirham) e dal WWF, su uno stile di vita più sostenibile. Tale sensibilizzazione denominata “Gli Eroi della UAE” deve partire principalmente dal nucleo familiare che, seguendo le informazioni della campagna, deve modificare le proprie attitudini. Le conseguenze sul territorio e sull’economia dei comportamenti dell’uomo post campagna vengono analizzati costantemente per monitorare l’andamento dei risultati.

Parallelamente all’analisi del comportamento umano, i ricercatori della EWS-WWF (Emirates Wildlife Society) e l’istituto Masdar, con un lavoro tecnico e di sostegno con la Global Footprint delineano degli scenari non solo per aumentare l’uso di energie rinnovabili e di attrezzature più efficienti ma anche per rafforzare la normativa vigente per diminuire il potere carburante e stabilizzare l’inquinamento delle acque, arrivato a livelli stratosferici per un cattivo controllo delle risorse del territorio.

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GLI SCENARI PER ABU DHABI

Per Abu Dhabi sono stati creati tre possibili scenari diversi. Se il primo programma, il più completo, venisse totalmente realizzato, tra una decina di anni, le emissioni di CO2 si ridurrebbero fino al 40% e l’orma pro capite globale degli Emirati diminuirebbe di un ettaro a persona.

Il I° scenario prevede l’aumento dei sistemi di raffreddamento delle costruzioni, l’introduzione di attrezzature energetiche di qualità superiore e un maggior controllo della qualità dell’acqua indoor e outdoor. Sono previste anche l’introduzione del veicolo elettrico fino ad un 50%, la creazione di 4 centrali nucleari di capacità da 1,45 GW fino al 2021, l’aumento dell’energia rinnovabile del 15%, osmosi inversa con installazione di 13 impianti di desalinizzazione da 60 MG, riutilizzazione al 100% di TSE e il bloccaggio e sequestro del 10% di carbonio da ora fino al 2030.

Il II° scenario, con fini minori, prevede solo l’aumento delle tariffe di acqua e elettricità del 200% da ora fino al 2030, la creazione delle 4 centrali nucleari, l’aumento dell’energia e il bloccaggio e sequestro del carbonio.

Il III° scenario è quello che garantisce il cambiamento minimo: creazione di 4 centrali nucleari di capacità da 1,45 GW da ora fino al 2021, aumento dell’energia rinnovabile del 15% da ora al 2020, bloccaggio e sequestro del carbonio di 10% da ora al 2030.

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I PUNTI SALIENTI DEL PROGRAMMA

Il programma ministeriale, quindi, vuole fornire dati statistici, di qualità e sempre aggiornati, per definire una politica univoca mirata ad aiutare l’uomo nel suo processo decisionale e nella valutazione delle conseguenze delle sue azioni. Il programma può diventare un modello di modus operandi che ben si presta al suo utilizzo in altri paesi del mondo.

I punti salienti di questo programma modello sono:

  • Analisi delle risorse
  • Ricerca continua
  • Miglioramenti metodologici
  • Definizione delle competenze e capacità
  • Politica mirata e diretta informazione
  • Sensibilizzazione tra settori

Uno risultati più recenti della collaborazione della Global Footprint con gli Emirati Arabi è l’approvazione di una nuova normativa sull’illuminazione, fortemente voluta dal primo Ministro degli UEA, Sheikh Al Maktoum, volta a ridurre i consumi energetici del paese all’anno da 340 a 500 Megawatt, l’equivalente dell’energia spesa da una centrale elettrica in sei mesi, soprattutto nel settore alberghiero che rappresenta il 57% dell’orma ecologica del paese. La normativa fissa gli standards indoor dei consumi elettrici sollecitando l’utilizzo di lampadine, sistemi illuminanti di alta qualità e di apparecchi salva vita evidenziandone le prestazioni tecniche, i riscontri economici e le conseguenze del loro utilizzo sull’ambiente. Il governo, oltre ad informare, si impegna a controllare la qualità dei prodotti illuminanti che vengono importati, garantendo l’ingresso nel paese di strumenti no low quality.

 

 

 

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