Gli animali di Florentijn Hofman

Tramite i telegiornali, abbiamo visto le opere di Florentijn Hofman sparse per il mondo, ma in pochi ricordano il suo nome. La sua opera di Land Art è unica al mondo. Invasiva e simpatica. Grande. Tanto grande da richiamare l’attenzione di tutti come una provocazione. Un omaggio alla vita senza sprechi e alla non commercializzazione dell’arte. Un omaggio ad andare avanti, oltre i propri limiti, ricordando le gioie dell’infanzia. Un pretesto per vivere un luogo e per conoscerne la sua storia.

Florentijn Hofman è un artista scultore di 39 anni, nato e cresciuto in Olanda. Ha iniziato a studiare arte all’accademia di Kampen per poi terminare i suoi studi a Berlino.

Florentijn non è un personaggio famoso e di lui si hanno pochissime informazioni. E’ lui stesso a decidere come e quando mostrare le sue opere: salvo casi rarissimi, non accetta mai nessun tipo di commissione che potrebbe garantirgli non solo introiti maggiori ma anche un certo riscontro pubblicitario. E’ un uomo di principio che, come molti suoi colleghi, promuove l’arte come mezzo per comunicare e suscitare emozioni, senza considerarla una macchina genera-soldi: la privatizzazione per Florentijn è solo una maniera offensiva di utilizzare l’istinto artistico per generare denaro.

“Lavoro soltanto alle opere in cui credo veramente”

Si appropria, oppure come lui stesso dice “rapisce”, grandi spazi pubblici occupandoli con le sue opere imponenti, che fanno sorridere. Perché il luogo pubblico è indistintamente di tutti. Le sue creazioni sono sempre frutto della collaborazione tra gli enti amministratori, a cui deve chiedere il consenso per l’occupazione del suolo pubblico, e a ditte locali che hanno il compito di realizzarle. Tutto ciò che crea è temporaneo per evitare che cada in mano ad eventuali investitori. E soprattutto le sue opere sono spontanee: nessuna pubblicità, nessun avviso a monte.

Così, a sorpresa, è capitato che, nel 2014 durante il Totally Thames, chi passasse lungo le rive del Tamigi a Londra, vedesse sguazzare nel fiume un ippopotamo lungo 21 metri dagli occhioni aperti e dalle orecchie rosa fucsia.

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La bestiola, fatta di listelli di legno inchiodati su una struttura anch’essa di legno, viene trasportata da due catamarani a partire dal quartiere di Greenwich fino al nuovo quartiere Nine Elms, a ridosso del Battersea Park, per tutta la durata del festival culturale. La scelta del materiale non è stata fatta a caso: il legno è sempre stato il materiale primario che ha caratterizzato l’architettura londinese fino alla prima rivoluzione industriale avvenuta alla fine del XVIII° secolo. L’ippopotamo, omaggio all’animale che in tempi lontani si dice abbia popolato l’intera città, vuole essere seguito col sorriso e la curiosità di chi vuole scoprire i luoghi dove si svolgevano gli eventi del Totally Thames.

La prima opera di Florentijn è stato un oritteropo rosso lungo 30 metri che ha regalato allo zoo Bergers, ad Arnhem in Olanda, per l’anniversario dei 100 anni della città.

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L’animale, le cui fattezze richiamano un esemplare di animale notturno indigeno africano, ha una struttura metallica rivestita di calcestruzzo. A causa della sua mole, l’installazione è arrivata sul sito a pezzi e montata in loco.

Nel 2010, a San Paolo in Brasile, aiutato da alcuni studenti del luogo ha realizzato una gigantesca scimmia, nativa del posto, che si riposa scomposta in un parco della città.

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L’animale è stato realizzato assemblando insieme più di 10000 paia di infradito di plastica su una base gonfiabile. La scelta del rivestimento è ovviamente un omaggio alla cultura “ da spiaggia” di San paolo, con l’aggiunta di un certo spirito critico nei confronti dell’abuso di plastica.

Nel 2011 ha realizzato un grosso coniglio giallo poi posizionato nella piazza centrale di Orebro, in Svezia. Come se fosse caduto dal cielo, il coniglio alto 13 metri, vuole far riflettere sul concetto di spazio pubblico e sulla prospettiva di osservazione delle cose. Florentijn Hofman ingigantisce tutto facendo sentire l’uomo piccolo ma senza spaventarlo: anche questa sua creazione è adorabile e vuole suscitare l’istinto infantile in chi la guarda. Vuole da una parte far prendere sul serio il concetto di spazio pubblico che dovrebbe essere messo a disposizione di tutti, dall’altra vorrebbe che le persone capissero che la serialità e la seriosità della vita quotidiana va, ogni tanto, vissuta con gli occhi di un bambino.

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Il coniglio è stato realizzato volontariamente da 25 artisti del luogo, con legno locale, calcestruzzo e metallo. Lo scultore vuole sempre che le sue opere siano fatte da operai dei luoghi dove risiederanno le sue installazioni, in modo tale che questi possano prendere conoscenza dell’opera, a partire dalla sua costruzione.

Nel 2012, Ad Angers, in Francia, posiziona due lumaconi che, silenziosi, salgono lungo la scarpata che conduce alla chiesa cattolica della città.

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Lenti e tristi, i lumaconi, occupano quasi completamente la strada e si dirigono verso il luogo sacro, come se dovessero andare incontro al loro triste destino. Gli animali gonfiabili e rivestiti di reti con attaccate buste di plastica, simboleggiano la società odierna attaccata al denaro e che, a causa del troppo spreco, si esaurirà in maniera lenta e sofferente, senza però saperlo.

Nel 2013, per diffondere la consapevolezza dei danni fatti dai roditori alle dighe, ha creato un grosso topo peloso dormiente nella campagna di Nieuwerkerk, in Olanda.

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Il simpatico roditore è completamente sostenibile. E’ fatto di legno ricoperto di paglia e la sua fattezza si adatta completamente al luogo in cui risiede.

Nel 2014 a Dyuan, durante il Lands Arts Festival di Taipei, a Taiwan, Florentijn Hofman ha posizionato, a ridosso di un bunker militare erboso, un enorme coniglio bianco che guarda il cielo. Anzi, che guarda la luna, il luogo da cui proviene.

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L’opera ha una struttura lignea sulla quale sono stati sovrapposti fogli di tyvek e schiuma per aumentare l’effetto fluffy del gigantesco pupazzo che, tutto rilassato, vuole invogliare le persone a fantasticare e a immaginare: due azioni che, nella vita quotidiana e con la crescita, spesso vengono annullate.

L’opera più famosa di Florentijn Hofman è però è la Rubber Duck che ha girato praticamente mezzo mondo, a partire dal 2007. Dai paesi bassi è stata portata in Giappone, poi in Australia, in Brasile, in Cina, in Corea per poi arrivare in America nel 2013.

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La paperella, grande 16,5×20×32 metri, è gonfiabile e composta da più di 200 pezzi di pvc che sono stati assemblati manualmente. Posteriormente è stata prevista un’apertura per consentire la manutenzione dell’installazione che contiene anche un’elica elettrica per mantenere l’aria in circolo, corde per il suo sostegno e un cavo impermeabile di ricezione a distanza dell’energia elettrica.

L’ultima sua opera dello stesso genere è un pesce galleggiante rosa, creata per l’esposizione di arte contemporanea e internazionale a Wuzhen, in Cina.

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Il pesce si trova nelle acqua del lago davanti al teatro della città ed è rivestito di skimboards che vanno dall’arancio a varie sfumature di rosa.

C’è da dire che la papera è l’unica che sia riuscita a viaggiare senza passaporto, superando tutte le dogane! Ed è anche l’opera di Florentijn Hofman che, per la sua maestosità, è rimasta maggiormente nei cuori di chi ha avuto la fortuna di vederla.

 

 

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