I°parte: i “nuovi” materiali green in campo edile. La paglia.

E’ chiaro come negli ultimi anni sia aumentata l’attenzione verso l’ambiente, anche nel campo dell’architettura e del design, al fine di ricercare nuovi materiali che, oltre ad essere funzionali ed esteticamente validi, siano anche eco-compatibili, realizzati con materiali riciclati oppure derivanti dalla coltivazione e facilmente smaltibili. Ciò ha posto solide basi per un rapporto innovativo, ormai divenuto più che pragmatico tra agricoltura, industria e mercato, per la creazione e promozione di nuovi strumenti edilizi che, da una parte, mirano a rendere l’intervento architettonico sempre più genuino, dall’altra, ad incentivare l’economia locale con l’introduzione e la diffusione di nuovi prodotti.

COME RICONOSCERE UN MATERIALE ECOSOSTENIBILE.

CARATTERISTICHE, PRESTAZIONI, IMPIEGHI E NORMATIVA DELLA PAGLIA.

Sembrano tanti e particolari i nuovi materiali sostenibili immessi nel mercato edile e del design. Nell’ambito progettuale, nella scelta dei materiali sostenibili giusti da utilizzare, proprio durante la fase di progettazione, è necessario rispondere ad alcune domande fondamentali:

  • Quali sono i materiali green più adatti per il progetto in corso?
  • I materiali scelti sono realmente green?
  • Sono materiali certificati?
  • Sono materiali già testati o solo prototipi di ricerca?

Per materiale Green al 100% io intendo un materiale che, da una parte ha un processo produttivo completamente sostenibile e innocuo dal punto di vista ambientale, dall’altra, che abbia tutte le sue prestazioni realmente eco-friendly. In più la marcatura CE costituisce una garanzia di quelle che sono effettivamente le caratteristiche autoctone e le prestazioni del materiale e delle sue modalità di impiego.

Alcuni materiali arrivano in Europa come materie prime e vengono trasformati in green materials, ma provengono da Paesi in cui vengono prodotti con processi poco sostenibili e con metodologie poco consone. Altro problema sono i materiali ibridi agro-petrolchimici composti da materie agricole e fibre petrolchimiche. Tipo alcuni prodotti ottenuti mescolando insieme canapa e fibre petrolchimiche del poliestere. Oltre al ciclo produttivo inquinante, gli ibridi non sono biodegradabili e i materiali edili che li contengono diventano rifiuti tossici a termine del ciclo di vita dell’edificio e al momento dello smaltimento: la rigenerazione potrebbe recuperarli ma il materiale ne esce indebolito e il processo è un dispendio notevole di energie.  Poi ci sono alcuni prodotti dei quali non vengono dichiarati la provenienza geografica e le modalità di lavorazione. Bisogna anche far attenzione alla comunicazione ingannevole di alcuni prodotti verdi che vengono pubblicizzati come prodotti locali, cambiando anche solo il loro nome di origine.

Quindi, i “nuovi” materiali green sono veramente tanti e particolari, ma come tutte le novità, devono essere studiati bene, non solo da un punto di vista di produzione e impiego, ma anche da un punto di vista economico e di fornitura easy. Molti materiali, infatti, sono solo conseguenza di ricerche e rimangono ancora dei prototipi poco sperimentati nel campo edile, sia in Italia che all’estero.

Così, incuriosita, ho cercato di racchiudere in una serie di articoli più tutte le informazioni utili, reperite in giro, per avere un quadro completo dei soli materiali che hanno avuto un effettivo riscontro in campo edile, non prototipi.

  • LA PAGLIA.
  1. Forma:

Balle di fieno compresso. Non tutti i tipi di fieno sono adatti per essere compressi e utilizzati   nella costruzione.

  1. Produzione:

Scarto naturale derivante dalla produzione cerealicola e pacciamatura delle colture agricole, utilizzato anche in ambito zootecnico.

  1. Caratteristiche:
  • Alto potere isolante termico;
  • Alto isolamento acustico;
  • Traspirabilitàdei muri e conseguente salubrità degli ambienti interni;
  • Basso impatto ecologico;
  • Basso rischio di incendio; al contrario di quanto si possa pensare, le case in paglia resistono al fuoco più a lungo di un edificio in calcestruzzo armato.
  • Ottima resistenza sismica, inferiore anche a quella di calcestruzzo e laterizio.
  1. Attenzione a:
  • Alte percentuali di infiltrazioni e umidità.
  • Al vento unito a pioggia.
  • Utilizzo di materiali “naturali” per l’involucro.
  • Tipi di intonaco.
  1. Strutture, metodi di impiego:

I più conosciuti sono Trave-Pilastro, Platform Frame e Ballon Frame. Altri metodi sono Matrix, Load Bearing, Post and Beam, Greb.

  1. F) Costi Generali finali:

-20% totali di una costruzione in c.a.

  1. G) Alcuni esempi in Italia di costruzione in paglia:

Azienda Agricola la Boa (VE), Manufatto eco parco (PO).

  1. H) La Normativa:

 Come materiale da costruzione dovrebbe seguire lo stesso iter di definizione per      ottenere la marcatura CE, strumento necessario a diffondere un materiale nel mercato e per garantire la conformità ai requisiti essenziali previsti dal DPR 246/93 per:
– Resistenza meccanica e stabilità, di competenza del Consiglio superiore dei Lavori     pubblici;
– Sicurezza in caso di incendio, di competenza del Centro studi ed esperienze
dei vigili del fuoco;
– Igiene, salute e ambiente, di competenza del ministero delle Attività produttive;
– Sicurezza nell’impiego, di competenza del ministero delle Attività produttive
– Protezione contro il rumore, di competenza del ministero delle Attività
produttive;
– Risparmio energetico e ritenzione di calore, di competenza del ministero delle Attività   produttive.

Per ottenere il marchio CE occorre però che esistano norme armonizzate che per la paglia, come per moltissimi altri materiali da costruzione non esistono. Quindi la paglia come materiale da costruzione non è un materiale soggetto a marchio CE e non occorre certificazione di nessun tipo per utilizzarla in una costruzione.

 La responsabilità di verifica della conformità ai criteri del DPR 246/93 è a carico dei Progettista, DdL e Costruttore, che “autocertificano” il materiale reperendo tutte le informazioni possibili dalla letteratura, da pubblicazioni scientifiche, da test e certificazioni effettuati in altri paesi europei ed in corso di validità.
Tuttavia lavorare con materiali certificati garantisce a tutte le persone coinvolte nel processo costruttivo che il prodotto in questione è conforme ai requisiti essenziali previsti dal DPR 246/93.

“Legalizzare” la paglia come materiale da costruzione, in Italia, costituirebbe un notevole incentivo alla diffusione di costruzioni a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica, con conseguenze positive anche nel tessuto economico: uno dei maggiori deterrenti all’impiego della paglia nelle costruzioni è la sua natura di materiale “non convenzionale” e ciò comporta, attualmente, maggiori oneri e rischi, sia nella progettazione che nella realizzazione degli edifici, dovuti anche alla mancanza di tecnici disponibili ad utilizzare tale materiale nei loro progetti.

 

 

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