Il packaging alimentare: l’imballaggio di ciò che mangiamo.

Il packaging alimentare esiste per semplificare la vita. Serve per contenere gli alimenti, per proteggerli dall’ambiente esterno e per comunicare informazioni ai consumatori relative all’alimento che sta dentro l’imballaggio.

COS’E’ IL PACKAGING ATTIVO E INTELLIGENTE.

Ogni anno, un cittadino medio dell’UE produce circa 159 kg di confezioni da smaltire, il 40% dei quali non viene riciclato o non può essere riciclato.

Contenere è la funzione di base di un imballaggio: protegge gli alimenti dall’adulterazione da acqua, gas, microrganismi, polvere e perforazioni. L’imballaggio di un alimento fornisce informazioni importanti sul prodotto tipo la sua modalità di preparazione, il luogo da dove proviene e il suo contenuto nutrizionale. Inoltre permette ai consumatori di gustare l’alimento quando lo desiderano.  Praticamente il suo ruolo è sempre stato quello di proteggere l’alimento e non di interagire con esso e quando compriamo un alimento confezionato al supermercato non ci poniamo mai domande del tipo: “Con che materiale è realmente fatta la scatola?”

setwidth700-62f7cff9f3

La maggior parte delle confezioni alimentari che compriamo è fatta con derivati del petrolio, materiali non biodegradabili e pure nocivi! I derivati del petrolio ci regalano, quindi, un effetto collaterale che finisce direttamente nel piatto!

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato pareri scientifici su alcune miscele di “idrocarburi di oli minerali” (MOH, Mineral Oil Hydrocarbons) presenti nel circuito alimentare: sono sostanze derivate dal petrolio, utilizzate in quantità significative nella filiera alimentare e che vengono assorbite dall’organismo. L’impatto di questi composti sulla salute umana non è trascurabile, visto che quelli classificati come “aromatici”, sono considerati cancerogeni e geno tossici (possono danneggiare il DNA, il materiale genetico delle cellule e provocare il cancro). C’è poi un altro gruppo di MOH detti “saturi”, in grado di accumularsi nei tessuti e provocare effetti avversi sul fegato. Il documento individua alcuni potenziali rischi collegati alla diretta esposizione di queste sostanze contenute negli alimenti oppure utilizzate negli imballaggi alimentari. Il gruppo di esperti ritiene che le dosi giornaliere ammissibili (DGA) di alcuni di questi composti debbano essere rivisti, come ha già evidenziato l’Istituto tedesco per la valutazione del rischio tedesco (BFR) nel 2010.

i-cibi-confezionati-sono-fatti-con-prodotti-nocivi-per-la-salute-esposizione-continua-rischi-per-la-salute

E la lista dell’utilizzo dei MOH in ambito alimentare, purtroppo, è lunga! Si possono trovare:

 – nella Carta Cerata per impacchettare la carne, nei formaggi, nei rivestimenti di cera applicati direttamente sul cibo (la classica “buccia”),

– nella produzione di Sacchetti di Iuta per migliorarne la filatura,

– nel Trattamento Superficiale degli alimenti secchi come il riso e la pasta oppure nei prodotti della pasticceria e nei dessert classici tipo i budini,

– in Cere Paraffiniche (ad esempio per gomme da masticare o rivestimento di certi frutti),

– nella Formulazione di Pesticidi.

– in elementi di materiale mal riciclato.

Il nostro pianeta si sta trasformando, lentamente, in un’enorme distesa di rifiuti. Prendere quest’affermazione come stato di fatto e continuare a vivere senza pensarci o senza fare niente è un comportamento eticamente scorretto che causa e sempre più causerà problemi ecologici e di salute. Il modo giusto per combattere questo problema è quello attivo, che ognuno di noi dovrebbe adottare per salvare il futuro della Terra e preservarla.

Non si tratta di fare cose estreme, basterà cercare, nel nostro piccolo:

  • Di utilizzare sempre più iprodotti eco-friendly, quelli che rispettano l’ambiente perché sono biodegradabili, e che, durante il processo produttivo, non producono agenti inquinanti.
  • Di conoscere quelli che sono i materiali che possono stare a contatto con il cibo e con quale cibo vanno associati, visto che spesso non è possibile rinunciare a comprare un alimento per la paura che il suo imballaggio sia nocivo, (sperando che l’alimento stesso sia “salutare”).

In sintesi:

Materie Plastiche. Classificazione: SPI. Sigle (Polimeri Base-Monomeri): PE, PET, PS, PVC,  PP, EPS, MF, PTFE. Sigla (Co Polimero-Monomero): EVOH. Utilizzi: Confezioni, imballaggi, stoviglie, bottiglie, pellicole. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: verificare che la stampa non sia a diretto contatto con l’alimento. Leggere attentamente le limitazioni d’uso.

Gomma. La gomma naturale si ricava dal lattice prodotto dall’albero della gomma mediante coagulazione con una sostanza acida (polimerizzazione) e successiva formatura di fogli. La gomma sintetica è un derivato del petrolio. La sua caratteristica principale è l’elasticità dovuta alla struttura formata da catene di polimeri intrecciate tra loro. Utilizzi: Guarnizioni. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Leggere attentamente le limitazioni d’uso.

Carta & Cartone. La carta è un materiale formato da fibre vegetali tra loro intrecciate in modo da formare una struttura flessibile. E’ stampabile, cioè riceve inchiostro senza formare aloni. La carta kraft è indicata per contenere alimenti in quanto è molto robusta. Utilizzi: Incarti, sacchetti, filtri, componente di poliaccoppiati (pluristrato). A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Sia nei fogli semplici sia nei pluristrato verificare che la stampa non sia a contatto diretto con il prodotto alimentare.

Metalli-Alluminio. Metallo leggero che si ricava dalla bauxite. Utilizzi: Caffettiera moka, vaschette per alimenti, carta stagnola, lattine per bibite, pentole. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Occorre evitare il contatto con alimenti acidi, come ad esempio il sugo di pomodoro, il succo di limone o gli alimenti a base di aceto.

– Leghe-Ottone. È una lega di rame e zinco in percentuali differenti, molto resistente alla corrosione/urti ed è facilmente lavorabile. Utilizzi: Rubinetteria, Tubazioni. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Fessurazioni.

Leghe-Acciaio. È il nome dato ad una lega di ferro contenente carbonio in percentuale non superiore al 2,11%. Per uso alimentare viene impiegato l’acciaio inox o acciaio che contiene cromo e nichel e che presenta la proprietà di non arrugginire se esposto all’aria e all’acqua. Utilizzi: Posate, pentole, lavelli da cucina, macchine per la pasta, tappi a corona, scatolette, fusti, bombolette spray, capsule per barattoli in vetro. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Il marchio “inox” ci informa sulla resistenza alla corrosione. Nelle scatolette prestare attenzione ai rigonfiamenti e alle ammaccature.

Legno. Utilizzi: Taglieri, cucchiai, mestoli, mortai, stecchi per gelato. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Le applicazioni decorative stampate non devono essere a diretto contatto con l’alimento, a differenza delle incisioni a fuoco.

Turaccioli (Sughero). Il sughero si ricava dal tronco della quercia da sughero. È un ottimo materiale isolante. Utilizzi: Tappi per vino. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Il tappo può cedere al vino un odore che ne altera le caratteristiche. Se è tampografato, evitare il contatto diretto con il vino.

La Ceramica. Le ceramiche sono materiali duri e resistenti ottenuti dalla messa in forma e dalla cottura di argilla impastata con acqua. Utilizzi: Stoviglie in genere, piastrelle in ambienti utilizzati per lavorazioni alimentari. A che cosa dobbiamo prestare attenzione Evitare il contatto diretto con l’alimento se la stampa decorativa è applicata dopo la vetrificazione.

– Il Vetro. Il vetro è un materiale duro e trasparente che deriva dalla fusione della silice, componente principale della sabbia. Utilizzi: Bicchieri, caraffe, vasellame in genere. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: Le applicazioni decorative stampate non devono essere a diretto contatto con l’alimento.

Prodotti Tessili. Il tessuto è un materiale adattabile alla forma. È formato da fili tra loro intrecciati. Le fibre che li compongono possono essere naturali o sintetiche. Utilizzi: Reti per salumi, tela per caseificazione, sacchetti in genere. A che cosa dobbiamo prestare attenzione: L’eventuale stampa non deve essere a contatto con l’alimento.                   aipia

La crescente richiesta di prodotti sicuri, funzionali, con shelf life prolungata, nonché di confezioni pratiche, ecocompatibili, a basso costo e di sistemi di vendita e distribuzione strategici, rappresentano le forze motrici che, negli ultimi anni, hanno spinto il settore del Packaging alimentare verso miglioramenti di materiali, macchine e di tecnologie facendo assumere all’imballaggio un nuovo ruolo Innovativo ed Intelligente al tempo stesso. L’attenzione, anche in Europa, verso le soluzioni di Active e Intelligent Packaging è dovuta all’emanazione del Regolamento 1935/2004 che, per la prima volta, disciplina i materiali con i quali si imballa il cibo. Secondo il Regolamento tali materiali devono essere sicuri, conformi alla legislazione alimentare e non devono confondere o trarre in inganno i consumatori. Le sostanze cedute all’alimento sono considerate come ingredienti alimentari (Dir 2000/13/EC) e non devono mascherare il deterioramento dell’alimento. La confezione deve recare etichette che ne indichino la presenza.

Il packaging attivo è definito come “packaging in cui i gli elementi costitutivi sussidiari sono stati deliberatamente inclusi nel materiale di imballaggio o nello spazio del contenitore per rafforzare la performance del sistema di imballaggio”. Ciò enfatizza l’importanza di includere deliberatamente una sostanza con l’intenzione di rafforzare il prodotto alimentare.

Il packaging attivo è un’estensione della funzione di protezione di un imballaggio ed è comunemente usato per proteggere da ossigeno e umidità. E’ sviluppato con l’obiettivo di estendere la durata dell’alimento e accrescere il periodo di tempo in cui l’alimento rimane di alta qualità. Le tecnologie per il packaging attivo comprendono alcune azioni fisiche, chimiche o biologiche volte a cambiare le interazioni tra l’imballaggio e il prodotto così da ottenere il risultato desiderato. Il più comune sistema attivo ricicla l’ossigeno dall’imballaggio o dal prodotto e può persino attivarlo attraverso una risorsa esterna come i raggi UV.

Il packaging attivo si trova solitamente in due tipi di sistemi: sacchetti e imbottiture che stanno all’interno dell’imballaggio e ingredienti attivi che sono incorporati direttamente nel materiale dell’imballaggio.

 Il packaging intelligente può essere definito come “l’imballaggio che contiene un indicatore esterno o interno che fornisce informazioni sulla storia dell’imballaggio e/o sulla qualità del cibo”. L’imballaggio intelligente, quindi, è un’estensione della funzione comunicativa del packaging tradizionale e comunica informazioni al consumatore, basate sulla sua capacità di individuare o registrare cambiamenti interni o esterni all’ambiente del prodotto.

Lo scopo del sistema intelligente è quello di migliorare la qualità e il valore di un prodotto, di fornire maggior convenienza, di aumentare la risposta a manomissioni o furti, può riportare le condizioni all’esterno dell’imballaggio oppure misure di qualità dell’alimento all’interno dell’imballaggio. Per poter misurare la qualità di un prodotto all’interno dell’imballaggio ci deve essere contatto diretto tra l’alimento e il Quality Marker. Alla fine, un sistema intelligente aiuta il consumatore nel processo decisionale poiché estende la durata, rafforza la sicurezza, migliora la qualità, fornisce informazioni e avverte di possibili problemi.

IL SUCCIPACK & IL PBS: L’INNOVAZIONE ECO-FRIENDLY DEL PACKAGING.

Dal gennaio 2012, 18 aziende europee hanno aderito al progetto SUCCIPACK (“Development of active, intelligent and sustainable food PACKaging using PolybutyleneSUCCInate”), finanziato dall’UE. Si sono riunite per creare materiali innovativi per l’imballaggio degli alimenti a base di Poli butilene succinato, più comunemente conosciuto come PBS. Il consorzio ha passato due anni mettendo a punto i gradi, la struttura, la formulazione, la lavorazione e le vie per riciclare il PBS in modo da rendere questo materiale pronto da usare sul mercato dell’imballaggio degli alimenti. Tutto ciò facendo attenzione a mantenere bassi i costi di investimento.

Christophe Cotillon, che ha coordinato il programma per conto di ACTIA, spiega il progetto SUCCIPACK: «le confezioni a base di PBS sono in grado di offrire una qualità molto buona di imballaggio per gli alimenti, del tutto paragonabile alle confezioni attualmente usate, specialmente per quanto riguarda il rispetto dei requisiti della sicurezza alimentare. Migliorando le proprietà di barriera di questo nuovo imballaggio, si può migliorare il termine di deperibilità dei prodotti alimentari e man mano che sviluppiamo la multi-funzionalità sarà necessaria solo una pellicola per proteggere i prodotti alimentari, eliminando così il bisogno di diversi strati di imballaggio e sovra-imballaggio».

Quindi gli obbiettivi principali del programma sono stati raggiunti: possibilità di creare confezioni mediante acido succinico al 100 %, biodegradabili e riciclabili, con un impatto in termini di sicurezza alimentare minimo rispetto alla plastica tradizionale. Il PBS biologico si può produrre facilmente a partire da materiale cellulosico e fonti rinnovabili di biomassa vegetale (piante, scarti da potatura e rifiuti vegetali) e si prevede che in futuro la capacità produttiva aumenterà. Le confezioni a base di PSB sono state testate su prodotti alimentari, come il formaggio, le verdure pronte, la carne e il pesce. I benefici previsti in termini di deperibilità sono quantomeno comparabili alle confezioni attuali e a volte hanno prestazioni migliori. Altro punto a favore, la possibilità di utilizzarlo per produrre pellicole, vassoi e sacchetti con le stesse tecnologie che usano attualmente per i materiali di imballaggio tradizionali (iniezione, formatura, estrusione film soffiato e termoformatura), senza necessità di cambiare il processo produttivo. La commercializzazione dovrebbe essere cominciata anche se nella prima fase, il PBS sarà un misto di materie prime petrolchimiche e biologiche. In seguito le confezioni conterranno sempre di più materiale biologico.

Cos’è il PBS? PBS, acronimo di poli butilene succinato. E’ un polimero semicristallino ottenuto attraverso la fermentazione batterica che presenta notevoli proprietà meccaniche, termomeccaniche e di permeabilità.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *