L’arte della sabbia: le opere di Tim Bengel

La Sand Art, l’Arte della sabbia, viene sempre associata al mare, alla spiaggia e alle semplici costruzioni che i bambini si divertono a fare utilizzando secchielli, palette e formine. Poi ci sono artisti e scultori che, nei pressi della battigia, sono capaci di costruire opere di sabbia meravigliose e dalle forme più disparate. Costruzioni talmente perfette che sembrano essere fatte con materiali più duttili invece che di sabbia.

Poi c’è un giovane artista tedesco, di nome Tim Bengel, che, con la sabbia, riesce a creare dei quadri talmente realistici da sembrare quasi delle fotografie.

L’ARTE DI TIM BENGEL

Tim Bengel è un giovane artista nato l’ultimo dell’anno del 1991, a Ostfildern, una piccola città vicino a Stoccarda, in Germania. Fin da quando era piccolo si è interessato all’arte. Le sue prime creazioni erano copie di opere astratte viste alla Staatsgalerie di Stoccarda, che visitava sovente. La sua passione per l’arte è rimasta viva nel tempo. Si è diplomato alla scuola d’arte, vincendo il suo primo concorso a 18 anni, e poi si è iscritto all’università per studiare storia dell’arte e filosofia.

“Cos’è l’arte? Chi decide cosa può essere considerato arte? Cosa rende piacevole l’arte?”

Ma più che per i successi scolastici, Tim si è fatto conoscere per i suoi quadri, realizzati in maniera molto particolare e affascinante.

I materiali usati per creare i suoi ritratti e i suoi paesaggi sono 5: la tela, della sabbia nera e bianca, la colla e della polvere dorata. Il tutto unito a tanta creatività e pazienza. La particolarità del suo lavoro, oltre ai materiali utilizzati, sta nel fatto che, vedendolo lavorare, non si riesce a capire niente di cosa stia facendo. Anzi, ogni tanto si riesce a intravedere qualche dettaglio del soggetto del quadro, altre volte nemmeno quello. Si vede un giovane ragazzo che con minuzia e cura del dettaglio prende da dei piatti delle polveri e le posiziona su una tela. Si può capire da come sparge le polveri che ci sia la volontà di rappresentare qualcosa, ma il soggetto della tela non sempre si vede. Davanti a Tim c’è solo una base bianca bagnata di colla con sopra cumuli di polvere nera, bianca e dorata.

Alla fine del suo lavoro, Tim tira su la schiena, prende la sua tela, la alza, fa cadere le polveri in esubero e mostra la sua opera, rimasta nascosta fino a qualche secondo prima.

E solo in quel momento si prende coscienza di due cose:

  • Del soggetto dell’opera. In genere un ritratto, un paesaggio o un dettaglio di arredo urbano.
  • Del fatto che Tim, malgrado la sua giovane età, è riuscito a modernizzare il concetto di lumeggiatura, una delle forme più antiche di rappresentazione grafica, portandolo ad un altro livello. La matita viene sostituita dalla polvere e l’effetto finale è molto più vicino ai contrasti creati da Warhol che non ad una raffigurazione in chiaroscuro.

 

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