I seascrapers: i grattacieli nel mare

I Seascrapers, oppure Water scrapers, sono dei veri e propri grattacieli che si sviluppano verticalmente sotto l’acqua e che funzionano tramite un perfetto connubio tra tecnologia ed ecologia. A causa della crescita spropositata della popolazione i centri urbani si stanno congestionando e si trova la necessità di sviluppare aree vivibili in zone precedentemente ritenute inabitabili. Tenendo conto che il 70% della terra è fatto di acqua, diventa naturale pensare a come popolare in maniera puntuale i mari e gli oceani.

I Seascrapers si presentano come delle grandi città galleggianti composte di case, centri commerciali e aree ricreative. Sono in grado di autoprodurre energia attraverso le onde, il vento, la corrente, il sole. La produzione del cibo deriva dall’agricoltura, dall’acquacoltura e dalla coltivazione idroponica.

La posizione più congeniale per i Seascrapers sarà quella in cui le correnti d’altura saranno in grado di produrre energia e la loro forma permetterà, da una parte, di far penetrare la luce solare fino ai livelli inferiori e, in secondo luogo, di raccogliere ed elaborare l’acqua piovana. L’acqua dolce, eventualmente, potrebbe essere prodotta anche attraverso un impianto di desalazione posto al vertice più basso degli Seascrapers. Una serie di tubi concorrerebbero alla creazione di un sistema simile ad una barriera corallina che circonda la città pompando acqua ricca di sostanze nutritive che incoraggerebbero la crescita di Fitoplancton. Il Fitoplancton è l’insieme di organismi autotrofi presenti nel placton, in grado di sintetizzare la sostanza organica a partire dalle sostanze inorganiche disciolte, utilizzando la radiazione solare come fonte di energia. Sta alla base della catena alimentare nella grande maggioranza degli ecosistemi acquatici e produce, inoltre, la metà dell’ossigeno totale prodotto dagli organismi vegetali della terra.

IL WATER SCRAPER DI SARLY ANDRE BIN SARKUM

Il progetto dell’architetto malese Sarly Andre Bin Sarkum è una delle più importanti creazioni nell’ambito dei grattaceli acquatici. E alto all’incirca 381 m, cioè alto quanto l’Empire State Building, ma con solo due piani al di fuori dell’acqua. Il suo funzionamento è garantito da impianti che sfruttano l’energia pulita di sole, vento e onde. Sul tetto del grattacielo, al di sopra del livello dell’acqua, è presente un orto in cui vengono coltivate frutta e verdura. La stabilità dell’intero edificio dipende da delle zavorre sotto forma di tentacoli bioluminescenti che sono anche in grado di produrre energia attraverso il loro movimento subacqueo.

LA FLOATING CITY DI WILLIAM ERWIN E DAN FLETCHER

La coppia statunitense ha progettato dei villaggi verticali galleggianti composti di case, uffici e spazi ricreativi completamente autosufficienti grazie a delle turbine sottomarine alimentate dalle correnti e da un derma fotovoltaico esterno che raccoglie i raggi solari. La cavità centrale convoglia l’acqua piovana, che tramite un processo di desalazione diventerà potabile, e la luce solare ai livelli inferiori. La base galleggiante funziona da barriera corallina che sostiene la vita marina, estraendo nutrienti in profondità e rilasciandoli come cibo per i pesci.

LADY LANDFILL SKY SCRAPER DI M.VIDOJEVIC, J. PUCAVERIC E M. PIHLER

Il progetto del trio serbo è incentrato principalmente sul concetto di funzionalità ecologica. Vuole essere la risoluzione del problema dell’isola di plastica che si muove nell’oceano Pacifico, conosciuta come Great Pacific Garbage Patch. La GPGP, causata dalla corrente oceanica, si estende dalle coste del Nord America fino a quelle dell’Asia e copre più della superficie degli Stati Uniti ed è stata scoperta agli inizi degli anni ’90. La loro struttura galleggiante high-tech sarebbe in grado di aspirare i rifiuti alla base, convogliarli verso il cuore del complesso e, ovviamente riciclarli. Anche questo Seascraper contiene abitazioni e spazi pubblici ai piani inferiori e aree verdi in copertura, al di fuori dell’acqua.

LA PLASTIC FISH TOWER DI K. HONGSEOP, C. HYUNBEOM, Y. SUNHEE E Y. HYUNGSOO

Il Team sud-coreano, che ha ottenuto una menzione d’onore al concorso Skyscraper 2012, si è ispirato sempre alla catastrofe ecologica GPGP e all’idea di poter riciclare questi rifiuti. Il grattacielo ha una struttura galleggiante subacquea, sferica e cava, che aspira i rifiuti per poi trattarli e rielaborarli. Il progetto prevede un recinto di un diametro di 1km che corre intorno all’edificio principale sferico che ha l’obbiettivo di catturare la plastica che galleggia in acqua. Mentre l’anello esterno contiene spazi residenziali e spazi pubblici collegati tra di loro attraverso tunnel trasparenti subacquei.

LE PIATTAFORME RICONVERTITE DEI WATER CIRCLES

L’idea del team sud-coreano è quella di riconvertire le piattaforme petrolifere in impianti per il trattamento dell’acqua marina. Le strutture per l’estrazione di combustibili fossili verrebbero riutilizzate per il convogliamento dell’acqua di mare negli impianti di desalazione. Gli elementi sferici hanno la funzione di distillare l’acqua marina e immagazzinare l’acqua dolce da destinare ai paesi in cui scarseggia. Gli ambienti interni sono adibiti a laboratorio per la ricerca e produzione alimentare.

LA CITADEL DI KOEN OLTHUIS

L’Olanda è composta da tantissime depressioni interne che tendono a riempirsi d’acqua con la pioggia, le maree e gli inondamenti e che vengono svuotate con le idrovore. La Citadel è composta da 60 unità abitative che dovrebbe sorgere nella città olandese di Westland, nei pressi dell’Aja, in una depressione allagata. E’ stato progettata per proteggere la popolazione dalle inondazioni in un paese per gran parte situato sotto il livello del mare e consuma il 25% in meno rispetto ad un complesso residenziale sulla terraferma.

 

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