La Sick Building Syndrome

Il “clima abitativo” descrive i fattori che influenzano, negli spazi interni, il benessere dei suoi utilizzatori. E’ determinato in misura sostanziale dalla temperatura e dall’umidità dell’aria, tuttavia contribuiscono altri fattori quali gli agenti inquinanti, le polveri e gli acari, la luce, gli arredi e gli accessori. Questo perché la salute psicofisica è in funzione anche della percezione degli spazi in relazione alle qualità tattili, olfattive, uditive e visive che i materiali degli ambienti e degli arredi comunicano alle persone. Ecco perchè bisogna prestare attenzione allo stato dei luoghi in cui viviamo e parlare di Sick Building Syndrome o sindrome da edificio malato.

 BISOGNA PRESTARE MOLTA ATTENZIONE ALLA SCELTA DEI MATERIALI, OSSIA DELLE RIFINITURE EDILIZIE, DEGLI ARREDI E DEI TESSUTI.

L'”inquinamento indoor” è stato riconosciuto come causa di varie patologie conosciute come “Sick Building Syndrome” o SBS, sindrome da edificio malato, quali sonnolenze, allergie, emicranie, infiammazioni alle vie aeree fino ad arrivare anche a forme molto gravi di neoplasie. L’igiene e la salute degli ambienti interni diventano l’argomento chiave della direttiva CEE 89/106, che non solo menziona le caratteristiche da analizzare per ritenere un materiale salubre e idoneo all’impiego edilizio ma cita anche tutta una serie di materiali che possono essere fonte di inquinamento degli ambienti chiusi: materiali usati per pavimentazioni, pareti e rivestimenti, isolanti, colle, impermeabilizzanti, conservanti del legno, impianti elettrici e murature.

Lo sviluppo di asme, dermatiti e dermatosi, rinite, pneumopatie, eczemi e orticarie, risultati della Sick Building Syndrome, sono provocate, da una parte, dall’inalazione di polveri e sporco che si accumulano negli ambienti chiusi, dall’altra, dalla manipolazione e respirazione di sostanze contenenti allergeni quali resine, acrilati, polveri di pvc e di cemento, vernici, legni, solventi e metalli, che banalmente possono anche trovarsi nei complementi d’arredo. In piccolo: Si all’uso di mobili, per esempio, realizzati in fibra di media densità, no a quelli ricchi di formaldeide. Si ai tappeti facilmente lavabili, no a quelli con maglie che trattengono polvere e sporco. Si alla costante manutenzione degli impianti e alla pulizia con filtri HEPA. Infine, è meglio riciclare un mobile usato che non comprarlo nuovo: le sostanze tossiche col tempo evaporano e scompaiono del tutto.  E’ chiaro che lo sviluppo di queste patologie risulta essere connesso con le condizioni dell’ambiente che viene vissuto: il freddo sensibilizza la cute facilitando la penetrazione degli allergeni, il sole può determinare reazioni fotoallergiche e una stanza umida e poco pulita può provocare dermatosi. Tutto ciò è Sick Building Syndrome.

Chi desidera vivere o costruire in maniera sana dovrebbe, quindi, prestare molta attenzione alla scelta dei materiali, sia per l’arredo che per la struttura edilizia, sfruttando quelli che sono i vantaggi derivanti dall’uso di materiali naturali, ecologici e salutari. Il problema sostanziale è che molti di questi materiali, che di base sono inoffensivi, spesso, vengono mescolati ad additivi che servono da leganti, da agenti fungicidi o ignifughi e che, dunque, possono presentare dei rischi, dando il via alla Sick Building Syndrome. Per esempio la canapa, singolarmente, è un materiale completamente naturale e dalle ottime prestazioni isolanti ma se, come materiale bicomponente, viene associata ad una calce composta da scarti industriali o elementi chimici, non risulta più essere un materiale completamente innocuo. Lo stesso vale per il legno, di cui si conoscono molto bene sia le ottime caratteristiche naturali autoctone che le elevate prestazioni meccaniche, igrometriche e acustiche. Non necessita di particolari trattamenti, ma spesso, per un fattore puramente estetico, viene sottoposto all’uso di sostanze chimiche irritanti come colle, vernici e solventi ricchi di formaldeide che, da una parte, annullano le sue ottime prestazioni meccaniche, dall’altra, provocano malessere fisico elevato, cioè Sick Building Syndrome.

La maggior parte delle sostanze tossiche vengono inalate con l’aria, non raggiungono gli organi interni, ma arrivano ad irritare le mucose degli occhi e delle vie respiratorie superiori, provocando bruciore agli occhi, al naso e alla gola, nonché gocciolamento e otturazione del naso. Se l’infiammazione delle vie aeree persiste, si possono riscontrare anche emicranie, spossatezza e malessere gastro-intestinale. Collanti chimici, ma con rischi limitati di sviluppo di qualche patologia SBS, sono presenti anche nei compensati, truciolari, panforti e pannelli multistrato che compongono molti pezzi di arredo e di design.

Ciò per dire che, il più delle volte, risulta essere sbagliata e pericolosa l’associazione di più prodotti che non la scelta del singolo materiale.

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Secondo la L.256/74, sono classificati come pericolosi, con rischio (R) e raccomandazioni di prudenza (S), i preparati appartenenti a questi gruppi merceologici: idrofughi, acceleranti e agenti anti-gelo per malte cementizie, agenti espansivi per calcestruzzi miscele di additivi per cemento, epossidici, neoprenici, polimeri sintetici in solventi, resine sintetiche in alcool, cementi bituminosi, diluenti a base di solventi organici, impregnanti a base di resine silossaniche, idrorepellenti siliconici in soluzione acquosa, sigillanti epossi-poliuretanici a base di catrame, induritori per massetti cementizi, lattici gommosi per massetti e rasature, resine epossidiche per iniezioni, svernicianti e vernici a base di solventi speciali e epossi-bituminose.

 

Sono particolarmente affezionata a questo articolo. E’ stato il primo che ho scritto dopo tanti anni e il primo ad essere pubblicato online.

 

 

 

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